IPPOVIA DEL GRAN SASSO D'ITALIA - ABRUZZO (La più lunga d'Italia) |
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PaladiniL’avventura può avere inizio da un qualsiasi punto dell’ippovia. Si può partire da Paladini, nel comune di Crognaleto nel versante teramano. Crognaleto è costituito da una ventina di frazioni sparse su un territorio che anticamente era denominato “Montagna di Roseto”; la sede amministrativa è a Nerito, a 2,5 km da Paladini. In questo tratto di percorso si attraversa una natura selvaggia, molto interessante dal punto di vista naturalistico per la presenza di numerosi rapaci e piccoli mammiferi quali il tasso, la donnola, la volpe e lo scoiattolo meridionale. CampotostoGià a Campotosto si passa sul versante aquilano che valorizza molto, oltre all’ambiente, anche il patrimonio storico-artistico costituito da borghi, castelli, abbazie e centri fortificati. Poggio Cancelli Si costeggia il Lago di Campotosto e si raggiunge la frazione di Poggio Cancelli. Sulla riva del Lago, tra Mascioni e Poggio Cancelli, sono i ruderi della chiesetta della Madonna di Piedicino. Passando dalle pendici del Monte Civitella (1603 m) si arriva alla Forchetta di Mopolino; in basso si trova il pino nero, mentre più in alto domina il faggio con estesi boschi che hanno colonizzato anche diversi tratti di cresta. CapitignanoComposto da numerose frazioni, il paese conserva la bella chiesa di San Flaviano (sec. XVI), a tre navate divise da pilastri, con cupola ottagonale, organo rinascimentale e una croce in argento sbalzato attribuita alla bottega di Nicola da Guardiagrele. Castel PaganicaÈ un piccolo borgo facente parte di Paganica, frazione di Montereale, insieme a San Giovanni e Colle. Il luogo è famoso per la produzione di ginepro, pianta officinale che qui sviluppa una qualità eccellente e per un formaggio pecorino davvero speciale. Salendo il Monte Mozzano si giunge alla piana di Aielli tra bellissime vallette e prati con vecchi casali una volta adibiti a ricovero delle bestie e dei pastori. San Pietro della JencaQuesto piccolo gruppo di case ha una storia molto antica, nel XIII secolo è stato uno dei 99 castelli che secondo la tradizione parteciparono, per volere dell’imperatore Federico II, alla fondazione della città de L’Aquila. Dopo un lungo periodo di semiabbandono San Pietro sta rinascendo grazie al restauro di vecchie case e alla costruzione di nuove. Il paese è famoso perché presso l’antica cappella si fermava Giovanni Paolo II. Al Santo Padre, il 18 maggio 2005, è stata dedicata una cima sulla prospicente cresta delle Malecoste: Cima Giovanni Paolo II. Qui si stacca un ramo secondario dell’ippovia che conduce ad Arischia. Si è sul versante meridionale del Gran Sasso, nella culla dell’alpinismo italiano: il destino di Assergi, infatti, si è indissolubilmente legato a quello del Gran Sasso e tra il XIX e il XX secolo intere famiglie di guide alpine hanno sbarcato il lunario portando in cima al monte alpinisti provetti e turisti in cerca di forti emozioni. Oggi, oltre all’integro borgo medievale, meritano di essere visitati il modernissimo Laboratorio di fisica ospitato nelle viscere del Gran Sasso e gli antichi eremi legati a San Franco. Da qui parte un ramo secondario dell’ippovia che passa da Fonte Cerreto, ai piedi degli spogli pendii del Pizzo Cefalone (funivia per Campo Imperatore). La via prosegue passando dapprima tra il Monte di Scinderella (2233 m) e il Monte Cristo (1450 m), poi una variante si allarga fino a sfiorare il Monte Ruzza (1643 m) per ricongiungersi al percorso principale nei pressi del Monte della Selva. Questo è stato un paese di pastori per secoli che proprio grazie alla lana e all’allevamento è riuscito ad accumulare una certa ricchezza, di cui testimoniano i numerosi palazzetti e le chiese riccamente decorate. Il Ricetto ha ripide strade a scalinata, chiamate “rue” su cui affacciano antiche case di pietra. Rigopiano Per il Piano del Voltigno, la Val d’Angri - famosa per la presenza dei camosci - e l’area faunistica del Parco ha inizio il percorso di collegamento con l’area pescarese, che attraversa la bella vallata di Rigopiano, sotto l’imponente parete nord del Monte Camicia, straordinaria cornice della storica Castelli, cui si arriva percorrendo un sentiero secondario. Questo è il tratto dell’itinerario più significativo nel versante teramano poiché favorisce il percorso delle pendici settentrionali del Gran Sasso d’Italia in direzione di Rigopiano, verso est, e di Nerito e Cortino, fin sui Monti della Laga, dal lato opposto, ricongiungendosi agli estremi con il percorso sul versante aquilano che attraversa le vallate e i piani di media quota tra il Lago di Campotosto, l’altopiano del Voltigno e Capestrano. Al centro della Valle del Mavone (o Valle Siciliana, dal nome della Via Cecilia romana che la risaliva), il paese vede ogni anno affluire decine di migliaia di pellegrini diretti al Santuario di San Gabriele. Lungo la strada che porta a Isola si ammira dal basso la parete più imponente del Gran Sasso, alta 1600 m e soprannominata “il Paretone”. L’abitato ha un bel centro medievale ed è circondato da borghi e monumenti di notevole fascino. Prati di TivoAlla Forca della Valle il sentiero si apre in tre diverse vie che si ricongiungono a Pietracamela. La prima sulla destra va a Tossicia passando da Castiglione della Valle; la centrale va direttamente a Cerqueto e poi a Pietracamela; la terza gira larga passando dai Prati di Tivo che offrono uno splendido colpo d’occhio verso l’incombente Corno Piccolo, il Pizzo di Intermesoli e la vetta orientale del Corno Grande, e sono circondati da splendide faggete. PietracamelaIl paese più “alpino” dell’Abruzzo sorge sul versante settentrionale del Gran Sasso, in vista delle imponenti pareti calcaree del Corno Grande, del Corno Piccolo e del Pizzo di Intermesoli. Addossata a bizzarri torrioni rocciosi, Pietracamela era famosa già nel Medioevo per il commercio dei “carfagni”, i panni di lana grezza tessuti nel Teramano che venivano portati a piedi ai mercati di L’Aquila. L’alpinismo a Pietracamela ha una lunga storia: il gruppo degli “aquilotti”, gli arrampicatori locali, venne infatti fondato nel 1922, con quasi vent’anni di anticipo sui “ragni” di Lecco e sugli “scoiattoli” di Cortina. Oggi il paese e i vicini Prati di Tivo sono un’ottima base per gli alpinisti che frequentano il massiccio. Prato SelvaAi piedi del Monte Corvo, la zona è chiamata anche Colle del Vento (a causa della discreta ventosità della zona); in antichità qui si trovava un insediamento italico, di cui rimangono notevoli strutture, da collegarsi a un luogo di culto. Oggi è questa l’ultima nata tra le stazioni invernali abruzzesi, attiva anche d’estate con un bike park dotato di 4 sentieri freeride per mountain bike assistiti da risalita meccanizzata per mezzo della seggiovia (è l’unica località del Centro Italia dove è possibile far risalire la bici con una seggiovia). È anche il posto di arrivo della Marcia dei Tre Prati, una gara di trekking con partenza dai Prati di Tivo. Da Prato Selva si ritorna al punto di partenza passando per Nerito. |