Nella mattinata di sabato prossimo, apre al pubblico, con ingresso gratuito, il Museo di Storia Naturale dell’Università di Pavia.
Il Museo, fondato nel 1771 per volere dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria, che direttamente da Vienna fece arrivare le prime collezioni, fu avviato dal naturalista Lazzaro Spallanzani, che per un trentennio fu docente e ricercatore presso il nostro ateneo.
Sul finire del ‘700 erano già 20mila gli esemplari conservati al museo provenienti da ogni parte del mondo. Il museo comprendeva all’epoca non solo reperti di zoologia ma anche campioni di mineralogia. Fu nel 1875, con la prima divisione delle discipline di Scienze Naturali, che vennero suddivise anche le diverse collezioni… Il patrimonio complessivo (tuttora oggetto di restauro conservativo) è di circa 500mila esemplari.
Nell’attuale sede espositiva di via Guffanti (raggiungibile anche con l’autobus n. 4) è possibile ammirare 6mila reperti di vertebrati e invertebrati disposti entro grandi armadi lignei ottocenteschi.
Le collezioni spaziano da un coccodrillo del Nilo donato da un conte (1782) a un maestoso ippopotamo giunto da Mantova (1783), da due leoni algerini, acquistati a Parigi nel 1812, a un gorilla, comprendendo alcuni acquisti di epoca spallanzani, come il tursiope recuperato durante un viaggio a Marsiglia (1781) e lo squalo di oltre 3 metri di lunghezza, proveniente dallo stretto di Messina.
E ancora, in esposizione, variegate raccolte di uccelli, rettili, pesci, sia marini che d'acqua dolce, anfibi e forme curiose dal mondo animale (tra cui una testa di vitello affetta da ciclopia e l’agnello senza testa).
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